Letizia Battaglia, una vita da fotografa

Letizia Battaglia nasce a Palermo il 5 marzo 1935. Comincia la sua carriera verso la fine degli anni Sessanta collaborando con varie testate giornalistiche. Si trasferisce anche a Milano dove comincia la sua attività da fotoreporter. Ben presto matura la voglia di raccontare, documentare i drammi della mafia della sua Palermo dove torna nel 1974 e crea, con Franco Zecchin, l’agenzia “Informazione fotografica”, frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna. Di fatto, in quell’anno si trova a documentare l’inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di tale atrocità; diviene presto una fotografa di fama internazionale grazie soprattutto al suo impegno sociale e alla sua forza sostenendo ideali di libertà e giustizia.

Ma Letizia Battaglia non fotografa solo la mafia, le sue foto, spesso di un nitido bianco e nero, raccontano soprattutto Palermo nelle sue tradizioni, nella sua miseria e troviamo sguardi di donne e bambini, i quartieri, le feste e la vita quotidiana. Negli anni ’80 crea il “laboratorio d’If”, dove si formano fotografi e fotoreporter palermitani.

La foto più emozionante l’ ha paradossalmente scattata con gli occhi, e la porta con sè nell’ archivio della mente, racconta: «Avevo poco più di sedici anni. Era il 1951. I grandi occhioni azzurri di cinesina – tra le mie braccia un piccolo miracolo di persona, uscito da me, dal mio corpo – Cinzia. Da amare, da curare, da nutrire. Nessuno ha scattato questa foto. Ma è questa l’ immagine che ho in testa. In bianco e in nero. Io e lei». Varcata la soglia dei 75 anni tira le somme della sua vita raccontandosi nella biografia “Letizia Battaglia. Sulle ferite dei suoi sogni” curata da Giovanna Calvenzi. Parlano di lei, attraverso flash che si inseriscono nella narrazione, gli amici di una vita, Giuseppe Di Piazza, Santi Caleca, Simona Mafai, Leoluca Orlando, Roberto Roveri, Giovanni Sollima, Franco Zecchin e altri. Una vita piena di ostacoli, ma che affronta con il coraggio e l’ incoscienza di chi si ribella a un mondo ingiusto. Un mondo in cui la donna è costretta a vivere sotto l’uomo: prima il padre e poi il marito. Si sposa alla giovane età di 16 anni per imposizione della famiglia. «Il 22 novembre del 1951 mi sposai con Franco Stagnitta, un bel ragazzo di 22 anni, benestante. Pensavo che avrei potuto continuare ad andare a scuola, che avrei potuto scrivere. Mio marito siciliano, invece era molto spaventato dalla ragazza vivace che aveva accanto, e mi chiuse tutte le possibilità». Letizia sogna, sa che la sua strada è altrove, cerca disperatamente di sottrarsi a quella vita. E scappa. Fugge a Milano con le tre figlie e un nuovo amore, Santi Caleca, che poi le avrebbe donato la passione per la fotografia.

 

Letizia Battaglia ha esposto le sue fotografia in molti paesi, Italia, Francia, Gran Bretagna, America, Canada, Brasile, Svizzera; è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985 il Premio Eugene Smith a New York, riconoscimento internazionale istituito in memoria del fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.

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